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L’Italia è un paese ad alto rischio. Terremoti, alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche, incendi. Rischi naturali cui si sommano a quelli legati alle attività dell’uomo, che contribuiscono a rendere fragile il nostro territorio.
Previsione e prevenzione dei rischi, soccorso delle popolazioni colpite, contrasto e superamento dell’emergenza e mitigazione del rischio sono le attività di protezione civile individuate dalla legge n.225/92,istitutiva del Servizio Nazionale.

Allertamento, pianificazione, formazione, diffusione della conoscenza della protezione civile, informazione alla popolazione, esercitazioni e applicazione della normativa tecnica sono i principali strumenti di protezione civile per la prevenzione dei rischi sul territorio e hanno l’obiettivo di evitare o limitare i danni in caso di emergenza.
L’attività di soccorso consiste, invece, nell’insieme degli interventi di prima assistenza alle popolazioni colpite. Il superamento dell’emergenza, infine, consiste nell’insieme delle iniziative necessarie per rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita nei territori colpiti.

I principali rischi sono:

  • Emergenze rischio sismico
  • Emergenze Rischio vulcanico
  • Emergenze  rischio meteo-idrogeologico e idraulico
  • Emergenze rischio sanitario
  • Emergenze rischio ambientale

La campagna antincendio boschivo 2014 parte il 16 giugno e si conclude il 30 settembre.

Come previsto dalla legge quadro sugli incendi boschivi il Presidente del Consiglio dei Ministri ha fornito alle Regioni, alle Province Autonome e ai ministeri interessati delle “raccomandazioni per un efficace contrasto agli incendi boschivi, di interfaccia e ai rischi conseguenti”, per adottare tutte le iniziative necessarie a prevenire e fronteggiare questo fenomeno. Nel documento sono richiamati i compiti, le responsabilità e le iniziative che i diversi enti ed amministrazioni devono assumere per un’efficace azione e coordinamento delle forze in campo.

 

Attività di prevenzione – Il Presidente del Consiglio richiama l’attenzione sul necessario incremento del monitoraggio del territorio e delle azioni di prevenzione e coordinamento tra i settori che si occupano di contrasto agli incendi e quelli che hanno responsabilità in materia di protezione civile. In particolare, si raccomanda il coinvolgimento dei Centri Funzionali Decentrati multi-rischio per assicurare, oltre all’attività di monitoraggio e sorveglianza delle condizioni meteo, anche l’attività di previsione, attraverso la predisposizione di uno specifico bollettino incendi.

Inoltre, si raccomanda alle Regioni e le Province Autonome di supportare le Amministrazioni comunali nelle attività di prevenzione indiretta, tra cui sono prioritari l’istituzione e l’aggiornamento del catasto dei suoli percorsi dal fuoco.

Accanto alle azioni operative e di coordinamento, riveste grande importanza la promozione di iniziative volte alla diffusione della cultura di protezione civile tra i cittadini con il coinvolgimento di amministrazioni comunali ed enti locali. L’obiettivo è diffondere le corrette norme di comportamento per salvaguardare l’ambiente e ridurre il rischio incendi.

 

Attività di pianificazione – Il provvedimento ribadisce il ruolo chiave dell’attività di pianificazione, e sollecita la revisione del Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi. Il tutto in raccordo con i Piani per i parchi e le Riserve Naturali dello Stato predisposti dal Ministero dell’Ambiente. Si raccomanda inoltre di sollecitare e sostenere i sindaci nella predisposizione e l’aggiornamento dei piani comunali e intercomunali, con particolare riferimento al rischio incendi di interfaccia.
Le raccomandazioni sollecitano, inoltre, la definizione di specifiche intese tra Regioni e Province Autonome per una rapida ed efficace cooperazione e condivisione di uomini e mezzi, con particolare riguardo al mondo del volontariato.

Il volontariato, come previsto dalla legge istitutiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile n. 225 del 1992, è una delle strutture operative insieme a Vigili del fuoco, forze armate e di polizia, corpo forestale, servizi tecnici e di ricerca scientifica, Croce rossa, Sistema sanitario nazionale e soccorso alpino e speleologico. I volontari costituiscono una delle componenti più vitali del sistema: oltre ottocentomila persone, distribuite sul territorio nazionale, aderiscono a organizzazioni che operano in molteplici settori specialistici.
Nell’elenco nazionale del Dipartimento della Protezione Civile sono iscritte oltre 4.000 organizzazioni, tra cui oltre 3.850 organizzazioni locali in diverse Regioni italiane.

Il ruolo del volontariato è fondamentale durante un’emergenza: la Funzione di supporto Volontariato è fra le prime ad essere attivata e si struttura in una “Segreteria amministrativa” e in un “Coordinamento del volontariato”. La Segreteria gestisce gli arrivi e le partenze dei volontari, la loro dislocazione nelle zone operative, censice materiali e mezzi, fornisce supporto organizzativo e amministrativo. Il Coordinamento acquisisce e rende esecutive le esigenze della Sala Operativa, convoca e attiva gruppi specializzati, individua le risorse da distribuire al volontariato, si occupa della supervisione logistica delle presenze degli operatori; attiva i coordinamenti nazionali e regionali, si coordina con altri enti e Istituzioni, gestisce la banca dati delle organizzazioni a fini operativi.
In emergenza la Funzione Volontariato si coordina con tutte le altre funzioni di supporto in particolare con le funzioni “assistenza alla popolazione”, “materiali e mezzi” e “telecomunicazioni”.